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Caso di Stalking a Palermo

Indagini concluse per un caso di stalking a Palermo.
Una donna perdutamente invaghita del suo maestro di balli caraibici, l’ha perseguitato fino all’arresto.

La stalker e la vittima

Mille messaggi in un mese, una maglia con la scritta “I love” e il nome dell’uomo, pedinamenti continui e telefonate vessatorie hanno portato il maestro a denunciare la donna nel 2009.
I due si erano conosciuti 4 anni prima durante le lezioni di ballo del maestro. Gli mms inviati dalla donna spesso la riprendevano senza vesti.
Quando il malcapitato ha deciso di lasciare la città, la donna ha ingaggiato addirittura un investigatore privato per ritrovare l’amore non corrisposto. Il maestro 34enne aveva anche cambiato numero di telefono, ma la stalker 29enne ha subito trovato la nuova utenza.
Tornato a Palermo, l’uomo ha continuato a subire la presenza della donna, che si è manifestata anche violentemente. Infatti, la vittima veniva raggiunta nei locali che frequentati per lavoro, dove veniva persino strattonato e preso a pugni.
Additato anche come un “criminale” dalla persecutrice, l’uomo non ha più tollerato.
Questi atteggiamenti hanno portato conseguenze negative anche sulla situazione lavorativa del maestro di ballo, che si esibiva a richiesta nei locali. Con una situazione del genere i gestori hanno evitato poi di richiamare e ingaggiare l’uomo.

Gli arresti domiciliari per la donna sono arrivati il 4 marzo, con accuse di stalking, molestie telefoniche e minacce, da parte della sezione specializzata al contrasto dei reati nei confronti dei minori e violenza sessuale della squadra mobile di Palermo.

Discussion

2 comments for “Caso di Stalking a Palermo”

  1. Nonostante i provvedimenti presi dal governo nei confronti dei casi che riguardano stalking, molestie telefoniche e minaccie continuano ad esserci persone pronte a tutto pur di raggiungere il loro obbiettivo, persone psicologicamente instabili. Si dovrebbe prendere seriamente in considerazione il pericolo sin dai primi indizi che per nessun motivo devono essere giustificati.. dall’altra parte esiste sempre una vittima che deve avere la sicurezza di una giustizia efficace.

    Posted by Martina | marzo 5, 2010, 21:49
  2. Fortunatamente questa vicenda sembra essere terminata nel verso giusto ma… hai ragione, quante volte anche dopo primo allarme “il fatto” viene sottovalutato?!Forse c’è troppa poca professionalità… oppure non si hanno gli strumenti necessari in grado di permettere a chi di dovere di potersi occupare integralmente di chiunque necessiti di giustizia, evitando di scartare le problematiche apparentemente meno importanti.

    Posted by CNI | marzo 5, 2010, 23:43

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