Casi investigativi irrisolti

L’ omicidio di Annarella Bracci (1950)

Annarella Bracci era una bambina che nell’anno 1950 aveva appena 12 anni; abitava a Roma, in Via Lorenzo Litta, nel cuore della borgata di Primavalle e la sua era una famiglia piuttosto povera e molto numerosa. I genitori erano separati. La sera del 18 Febbraio si allontanò dalla propria abitazione per acquistare del carbone; portava con se un sacchetto di tela ed una bottiglia vuota in cui avrebbe inserito dell’olio chiesto in prestito ai vicini. 

Non tornò mai più.

Subito denunciato il fatto la polizia non diede rilevanza all’accaduto. Solo qualche giorno dopo la sua scomparsa i giornali iniziarono a rumoreggiare provocando così le forti pressioni della borgata in cui viveva Annarella. A questo punto le forze dell’ordine e gli investigatori iniziarono a ricostruire i fatti e, soprattutto, a perlustrare in ogni dove. I sospetti si concentrarono sulla madre, Marta Fiocchi, e su colui che veniva identificato nella persona del suo amante, tale Lionello Egidi.

Poi la tremenda rivelazione; la sera del 3 Marzo il corpo di Annarella viene ritrovato in fondo ad un pozzo situato in Via La Nebbia, tra la Via di Torrevecchia e Via della Pineta Sacchetti, all’epoca dei fatti zona di aperta campagna.

Le indagini e l’autopsia effettuate svelarono che il corpo di Annarella fu vittima di tentativi di violenza sessuale; probabilmente la bambina oppose resistenza, provocando la reazione dell’aggressore che la picchiò violentemente. Agonizzante fu quindi gettata nel pozzo dove, priva di forze, annegò.
Subito alcuni vicini dichararono di aver visto Annarella poco prima del fatto in compagnia di Lionello Egidi il quale, sposato e padre di due figli, le stava comprando delle castagne. L’uomo fu immediatamente arrestato pur dichiarandosi totalmente innocente.

Una volta in carcere “il biondino di Primavalle” (è così che veniva soprannominato nell’ambiente l’Egidi) fu maltrattato e brutalmente picchiato finchè, stremato per la mancanza di cibo, dopo una decina di giorni dal rinvenimento del cadavere confessò l’omicidio.

Quindi il processo che nel 1952 si conclude con l’assoluzione dell’uomo: insufficienza di prove. Nel 1955 la Corte d’Appello condanna invece Lionello Egidi a 26 anni di reclusione. Ma la sentenza viene ancora ribaltata dalla Cassazione che nel gennaio del 1957 lo giudica definitivamente: estraneo ai fatti.

Il delitto rimase senza colpevoli.

Dopo qualche mese, una volta tornato a casa, Lionello Egidi fu nuovamente arrestato per molestie sessuali adoperate nei confronti di un bambino di 8 anni; rischiò il linciaggio e scontò soli 6 mesi di carcere…

Anna Bracci è sepolta presso il cimitero del Verano, nella cappella di Raniero Marsili.

(link e foto dal sito www.robertosantini.splinder.com

Discussion

2 comments for “L’ omicidio di Annarella Bracci (1950)”

  1. Secondo il mio pensiero, la giustizia italiana impiega troppo tempo per emettere sentenze e i provvedimenti non sono mai appropiati per i crimini effettuati. Certa gente dovrebbe essere chiusa in galera e buttare la chiave.

    Posted by roberto | marzo 5, 2010, 21:39
  2. … e considera che stiamo parlando di un fatto avvenuto nel 1950!!Dopo 60 anni ho paura che certe modalità siano semplicemente stereotipate

    Posted by CNI | marzo 5, 2010, 23:31

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